giovedì 4 marzo 2010

Addio Cocif, ecco le cause della separazione


(4 Marzo 2010)
Ieri pomeriggio alle ore 17 presso la sala stampa dello stadio "Romeo Neri" si è tenuta la conferenza stampa presieduta dal Responsabile delle Relazioni Esterne della società biancorossa, queste le dichiarazioni rilasciate dall'avvocato Giovanni Boldrini: "Premetto che sono qui in rappresentanza della Cocif più che della Rimini Calcio, Cocif di cui sono il legale di fiducia. La Cocif, già nella passata stagione sportiva aveva manifestato in modo chiaro l'intendimento di abbandonare il calcio in mancanza di concreti aiuti da parte dell'imprenditoria locale e delle forze economiche cittadine. Nonostante la retrocessione avesse comportato oneri ancora maggiori, la Cocif ha deciso di rimanere. Da quando ha acquistato la società dal fallimento nel '94 la Cocif non ha chiesto niente. Anzi, aveva chiesto lo stadio. Del resto se le istituzioni non sono riuscite a mettere a disposizione un campo di allenamento, figuriamoci uno stadio. Vediamo continuamente pubblicizzata l'iniziativa "RiminiXLoSport" a sostegno dello sport cittadino, vogliamo chiarire che dalle risorse che il Comune ha ottenuto con questa iniziativa alla Rimini Calcio non è arrivato un euro. E non si dica che si aiutano le società sportive che operano nel sociale perché anche la Rimini Calcio gestisce un settore giovanile, che per darvi un'idea costa forse più di un campionato di basket di Legadue. Con la differenza che al Basket Rimini i soldi sono arrivati e presumibilmente continueranno ad arrivare. La Cocif non ha mai chiesto nulla perché i suoi brillanti risultati economici consentivano di avere riserve che gli hanno permesso di affrontare la crisi economica senza problemi gravi. Non è però pensabile che la Cocif vada ad intaccare le notevoli risorse di cui dispone per il calcio, degli amministratori che lo facessero avrebbero comportamenti poco corretti e si assumerebbero gravi responsabilità. Da tutto questo nasce la decisione della Cocif di lasciare il calcio ed è pacifico che la società Rimini Calcio non verrà iscritta al prossimo campionato, c'è ancora una possibilità: che qualcuno si presenti a rilevarla. A scanso di equivoci, voglio anche sottolineare che gli eventuali acquirenti, anche se sono perplesso sul fatto che ne esistano, devono essere persone serie. L'ultima cosa che farà Cocif sarà consegnare la società biancorossa in mano a gente che non ha capacità e possibilità di portare avanti il Rimini Calcio. Ho avuto anche mandato dalla Cocif di condurre eventuali trattative, quindi gli interessati potranno rivolgersi a me, fermo restando che se non hanno le carte in regola è inutile che lo facciano. Il Presidente Benedettini e il Direttore Generale di Cocif Cataldo, mi hanno detto espressamente che non intendono rilasciare interviste o fare dichiarazioni in merito. E' evidente che si tratta di una situazione pesante, è anche evidente che prevedendo la domanda spontanea di qualcuno di voi si può obiettare perché questa decisione si stata presa in questo momento. E' anche vero che questo è un aspetto double-face perché è difficile coniugare una decisione di questo tipo con altri aspetti. Questa cosa può destabilizzare, ma se io dicessi solo il 30 maggio che non iscriverò più la squadra qualcuno potrebbe rilevare che lo si sarebbe potuto dire prima. A torto o a ragione sono stati calcolati i pro e i contro e si è arrivato a decidere che il momento giusto sia adesso. Tutti sbandierano il fatto che i giocatori sono dei professionisti, i giocatori non sono nella situazione in cui si sa che la società chiuderà i battenti, per cui pensino di rischiare di giocare per 3-4 mesi senza ricevere i soldi e poi chi si è visto si è visto. Qui i giocatori possono stare tranquilli: avranno gli stipendi fino alla fine, così come coloro che hanno rapporti con la Rimini Calcio. Capisco che è una situazione traumatica, però capisco anche che era in procinto di arrivare, che ormai la strada fosse incanalata verso questa situazione credo che tutti l'avessimo capito. La contestazione dei tifosi non ha accelerato niente, questa è una decisione della Cooperativa, ne del Presidente Benedettini e nemmeno del Direttore Generale di Cocif Cataldo, ribadisco della Cooperativa. La Cocif per 14 anni non ha mai chiesto niente e niente gli è mai stato dato, ma se anche avesse chiesto probabilmente non avrebbe ottenuto nulla. La società ha in generale con i suoi tesserati contratti che durano come la stagione sportiva. Quanto costa il Rimini ? E' un discorso troppo semplicistico. Le società si vendono sulla base dei valori di bilancio: dei debiti e dei crediti che ci sono, non si può fare un prezzo, se non ci sono acquirenti si chiude. La Cocif non farà fallire la Rimini Calcio. Credo che la mancata collaborazione delle istituzioni abbia avuto il suo peso, non so quanto rilevante. La decisione è irrevocabile, ma se la squadra dovesse andare in serie B a quel punto sarebbe più facile trovare un acquirente. Sia l'anno scorso che negli altri anni ci sono stati ripetuti contatti tra i dirigenti Cocif e l'amministrazione. Incontri che non hanno portato a nulla e questa decisione della Cocif penso che il Sindaco l'apprenderà dalla stampa. I giocatori ed lo staff tecnico sono invece stati già informati".

mercoledì 3 marzo 2010

QUASI IN TEMPO REALE


(3 marzo 2010)
Si è da poco conclusa la conferenza stampa indetta per oggi alle 17 presso la sala stampa del Romeo Neri. La proprietà del Rimini Calcio, attraverso un proprio legale, ha comunicato che al termine della stagione in corso la Cocif non intendere proseguire nel proprio ruolo ed è quindi determinata a cedere la società sportiva.
In estrema sintesi, perché i dettagli li lasciamo alla giornata di domani.

Non chiamatelo calcetto!

(3 marzo 2010)
Né quello della squadra di Melotti, e neppure quello dell'altra Rimini pallonara, che pratica uno sport rigorosamente chiamato "calcio a 5".
Il Rimini, quello del Romeo Neri, per intenderci, ieri è stato salutato da una bordata di fischi virtuali, una mezza sollevazione popolare che sotto forma di sms ha invaso prima il nostro computer poi, di rimbalzo, i vostri teleschermi. Il tutto in onore alla correttezza dell'informazione sulla cui strada, convintamente, ci muoviamo.
Che il Rimini Calcio a 5 fosse invece una delle società più vecchie d'Italia, ed una delle poche in tutto la penisola con un settore giovanile da oltre 70 ragazzi, bhè, è stata la scoperta molto interessante che abbiamo fatto ieri sera. Così come l'origine del logo, una donzella che cavalca un delfino, derivazione di un manifesto anni '30 che pubblicizzava le eccellenza della Rimini località marittima.
Complimentoni anche a Malaccari e Kirilov. Il primo ha 18 anni da meno di un mese, il secondo li farà a fine giugno. Ieri sera, nelle prime esperienze televisive, hanno raccontato le loro prime esperienze sul campo. E sembrava davvero di sentir parlare due vecchi saggi: misurati, sereni, disponibili. Complimentoni, quindi, anche a chi li gestisce, portandoli, mano nella mano,
in un mondo bello ma anche molto difficile, in cui a volte la cosa più semplice è smarrire talenti e virtù...

martedì 2 marzo 2010

ULTIMISSIMA ORA!


(2 marzo 2010)
Cambio sul campo di Rimini Goool. Esce Oscar Farneti, entra Giorgio Mulazzani, responsabile del Rimini Calcio a 5...
Adesso basta, però. A stasera!!

E siamo a quattro

(2 marzo 2010)

Definitivamente completato il parco ospiti per stasera. Insieme ad Alessandro Marchi e Radoslav Kirilov, oltre al buon Daniel Manuelli, in studio sarà presente anche Oscar Farneti, mister della Savignanese. A stasera!

PS. Mi dicono che su fb siamo oltre 90...bene, no?

lunedì 1 marzo 2010

Cambia la musica

(1 Marzo 2010)
La Melotti Band questa volta in casa non vince. Non che abbia suonato male...solo la partitura è rimasta incompleta, forse intimidita dal coro della curva. Comunque, domani sera guardiamo agli orchestrali del futuro, i più giovani. Ospiti Alessandro Marchi e Radoslav Kirilov. Come sempre dalle 21.15.